Un po’ di curve (non di donne!)

12 maggio 2008 | scritto da: Laila Magrosa | Commenti Chiusi


Vorrei segnalarvi un post davvero interessante dal blog di
Seth Godin. Sappiamo
bene che ogni prodotto o servizio ha delle curve di popolarità fatta a campana
o gaussiane; quello che però Seth ci mostra è come le curve siano diverse a
seconda che si tratti di un bene “pop” oppure di un bene di nicchia (questo non
è da confondere con la cosiddetta cosa lunga,
perché
la coda lunga è un insieme di micro richieste che riescono a rendere un
prodotto comunque profittevole
).



Ogni azienda deve scegliere un proprio
target, cioè a quale curva rivolgersi, se quella più pop o quella di nicchia;
chi non sceglie è spesso destinato a finire nel mezzo, cioè nel nulla. Seth
riprende e approfondisce
in un post successivo
l’evoluzione di queste curve: un prodotto può spostarsi da una curva all’altra
e cita l’esempio di Apple, ma anche al contrario (per restare a temi cari a
Seth, mi viene in mente l’esempio di Jovanotti, da idolo teen a cantautore
impegnato).



Questa tesi mi è piaciuta molto per la sua
semplicità ed efficacia, ma anche perché si adatta molto bene al panorama del
Web2.0: da un parte tutti gli strumenti di condivisione sono nati per l’impegno
e la passione di una ristretta minoranza, cioè sulla prima curva, ma sono
diventati popolare guadagnandosi  la
seconda e raggiungendo
un pubblico molto più ampio. Ma non
solo, è anche la rappresentazione di come l’ingresso delle aziende nel Web2.0
(i cosiddetti corporate blog) possa creare una dicotomia tra blog
“disinteressati” e blog aziendali in cui sicuramente c’è anche la volontà di
comunicare, ma pur sempre con un occhio al ritorno se non economico almeno di
immagine.



Il passaggio da una curva all’altra non va
intesa come evoluzione o adozione progressiva di una innovazione (per questo
gli economisti ci insegnano che c’è un’altra curva a S) perché ogni marchio o
prodotto o servizio può restare a vita sulla prima curva senza per forza
passare alla seconda o viceversa, ma va intesa come posizionamento del marchio
o prodotto o servizio sul mercato. Perciò quando progettiamo un nuovo prodotto
o un nuovo servizio, come un sito o un blog, dobbiamo scegliere la nostra
audience: ad esempio, vogliamo parlare solo ai nostri prospect e clienti o
vogliamo rivolgerci ad un pubblico più ampio? Siamo interessati solo a quelli “del
settore” o miriamo a creare una community? Non ci sono risposte giuste o
sbagliate, l’importante, come ci avverte Seth, è scegliere, altrimenti
rischiamo di finire nel baratro tra quelle due curve.


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