Marketing Web lezione 2: Siti Web e usabilità

16 settembre 2008 | scritto da: Laila Magrosa | Commenti Chiusi
La progettazione di un sito web, come di ogni strumento di comunicazione, parte dall’analisi del target, delle persone cioè a cui rivolgo il mio messaggio. Dobbiamo perciò cominciare rispondendo ad alcune domande fondamentali: chi sono i miei utenti? Quali sono i loro bisogni? Quali contenuti cercheranno sul mio sito e quali azioni faranno? Sulla base delle risposte a queste domande si delineano i possibili scenari.

Una distinzione molto frequente ad esempio è tra clienti attuali, clienti potenziali, investitori e giornalisti. Queste 4 categorie cercheranno informazioni diverse: nel primo caso ad esempio avremo clienti che possono cercare offerte promozionali o assistenza post-vendita; i clienti potenziali invece cercheranno informazioni sul prodotto, sul marchio, sui finanziamenti, sulla qualità del servizio, ecc. I giornalisti saranno probabilmente alla ricerca di notizie, comunicati stampa, immagini con cui corredare i propri articoli; gli investitori infine vorranno ottenere informazioni finanziare, scaricare il bilancio dell’anno precedente, leggere le dichiarazione del management sul futuro dell’azienda. Un sito web ben costruito deve perciò essere in grado di parlare alle diverse audience.

Ora che sappiamo cosa cercano gli utenti dobbiamo elencare i contenuti e ordinarli in una site map, ovvero in un’organizzazione visiva dei contenuti e delle loro relazioni. Una site map viene generalmente disegnata come un diagramma gerarchico; in cima alla piramide abbiamo l’homepage, quindi le macroaree di argomenti che definiscono la navigazione principale, poi via via tutte le sottosezioni. Eccone un esempio classico:

Ora che abbiamo le idee chiare su come organizzare il nostro sito possiamo cominciare a disegnarlo. Per siti particolarmente complessi, ricchi di informazioni e di rimandi è consigliabile cominciare con un info-design, cioè attraverso la progettazione di wireframe. Un wireframe è la rappresentazione visuale di come l’informazione e i contenuti siano organizzati sulla pagina. Eccone un semplice esempio di un e-commerce.

Nel progettare un sito vanno tenuti presenti alcuni elementi fissi:

Header o testata, cioè la parte alta della pagina in cui generalmente è presentato il marchio con il suo logo. Di solito è una parte fissa del sito, ripetuta uguale o con minime varianti in tutte le sezioni per creare un forte brand feeling.


    Navigazione :

      - Quella principale è generalmente orizzontale, subito sotto la testata
      - Quella di secondo livello è di solito verticale, nella parte sinistra dello schermo


      Footer, cioè la parte terminale del sito. Anche questa parte è ripetuta identica in tutte le pagine e contiene generalmente informazioni accessorie come le pagine legali, il trattamento dei dati secondo la privacy, la Partita IVA dell’azienda (che in Europa va pubblicata per legge)

      Menu di servizio: sono i menu di navigazione che non portano a contenuti del sito ma ad azioni utili, come ad esempio la ricerca tramite un motore interno, il cambio di lingua, la registrazione, ecc.


      In molti progetti troviamo anche Breadcrumbs o briciole di pane che indicano il percorso di navigazione che si è seguito e ci fanno sapere in ogni momento in quale area del sito siamo. Anche le briciole di pane possono essere usate come strumento di navigazione in quanto sono cliccabili.

      I grafici e i creativi amano spesso contraddire queste generalizzazioni di base e sono liberissimi di farlo, purché non si perda mai di vista l’usabilità. “Un sito web è usabile quando soddisfa i bisogni dell’utente finale che lo sta visitando, fornendogli facilità di accesso e di navigabilità e consentendo un adeguato livello di comprensione dei contenuti.” (Michele Visciola). Jackob Nielsen, il più famoso e accreditato studioso di usabilità, sostiene che l’usabilità ha 5 componenti principali:

      1. Apprendibilità: l’utente deve essere in grado di imparare immediatamente come muoversi in un sito;
      2. Efficienza: una volta appreso come muoversi l’utente deve essere in grado di eseguire operazioni nel minor tempo possibile;
      3. Facilità di memorizzazione: quando l’utente ritorna nel sito dopo un certo periodo di tempo, deve ristabilire velocemente l’efficienza conquistata nelle visite precedenti;
      4. Errori: l’utente durante la navigazione deve essere messo in condizione di fare meno errori possibili;
      5. Soddisfazione: il design deve essere piacevole (e in questo Nielsen nei suoi spartani Alertbox manca il bersaglio!)


          In ogni caso la componente più importante è l’utilità: l’utente riesce a trovare quello che cerca? Non dobbiamo mai dimenticare che a differenza degli altri media, Internet ha una comunicazione costruita sull’ipertesto in cui l’utente partecipa alla costruzione del senso. Un buon sito non produrrà dunque solo buoni contenuti, ma li organizzerà anche in modo tale che sia l’utente stesso a poterli scegliere creando il proprio percorso di senso.
          Case History:


          Letture consigliate: Usabilità dei siti web di Michele Visciola.
          Riassumendo, abbiamo visto che progettare un sito  Internet non è solamente un fatto tecnico, uno scrivere codice a cui abbinare una grafica; al contrario un sito va pensato, progettato, strutturato, avendo in mente sin dall’inizio possibili evoluzioni. Se volete avere maggiori informazioni potete lasciare un commento oppure contattarci per una consulenza specifica.
          La prossima settimana parleremo dell’advertising più tradizionale su Internet, il display advertising. Vi aspetto qui!

          Sara.

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