Il futuro dei motori di ricerca
13 settembre 2010 | scritto da: Maurizio Menniti | 1 Commento
Una delle più belle definizioni che ho letto per descrivere internet, diceva che il web è come una grande enciclopedia, solo che qualcuno si è divertito a buttare giù tutti i libri dagli scaffali.In pratica sulla rete c’è tutto quello che può servire ad una persona, l’unica cosa è cercarla. Da questa esigenza nascono i motori di ricerca.
Ma cosa sono?
I motori di ricerca non sono altro che catalogatori di informazioni e per farlo si servono degli spider che girano per la rete a scandagliare pagine web e a catalogarle nei loro data base. Questi spider o anche robot, sono davvero stupidi oltre che cechi alle immagini. Per usare una citazione: sono come una persona che guarda una pagina scritta in cinese e a malapena riesce a riconoscere due caratteri uguali senza capire nulla di quello che c’è scritto. Spiegare come funzionano è inutile oltre che impossibile, infatti i criteri di indicizzazione sono segreti industriali (con un centinaio di correzioni e aggiustamenti ogni anno), e inoltre per saperne di più ci sono davvero tante risorse qualificate online che trattano l’argomento. Ne segnalo una su tutte http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_di_ricerca.
Ma come danno rilevanza alle pagine?
Quando sono nati, i motori davano rilevanza alla ricorrenza delle parole, più volte veniva ripetuta una parola in una pagina più questa veniva sù nei risultati di ricerca. Come si può immaginare i risultati di una ricerca erano davvero poco pertinenti, molto spesso una parola veniva ripetuto su un sito che magari trattava tutt’altro. Poi è nata la relazione grazie a Google anzi grazie a Massimo Marchiori. Forse infatti pochi sanno che l’inventore dell’algoritmo che ha sconvolto il mondo dei motori è stato inventato da un italiano che ora insegna informatica all’Università di Padova. Uno che poteva guadagnare centinaia di migliaia di dollari all’anno ma che invece ha preferito insegnare per trasferire conoscenza ai giovani. Come puoi non diventare suo fan? I suoi studenti gli hanno creato un fan club: incredibile, non avevo mai visto degli studenti fan di un professore. Solo questo basta a spiegare la portata del personaggio: http://mmfanclub.altervista.org/#chi.
In pratica questo genio matematico ha dato rilevanza non solo alla pagina ma anche alla relazione che questa ha con il resto del web. Concetto ripreso da Google che ha partorito il Page Rank, brevettandolo.
Grazie anche a questo, Google è diventato leader assoluto nel mondo della ricerca sul web, tanto da poter affermare che se non sei indicizzato da Google, non esisti su internet.
La società di Mountain View continua inarrestabile la sua crescita attraverso la strategia del gratis. Sforna senza sosta una serie di servizi ottimi, molto meglio di quelli forniti da altro a pagamento (es: gmail), completamente gratis. Con il mondo di Google puoi fare di tutto, scrivere documenti con software gratuiti, postare dei video gratis, telefonare in tutto il mondo gratis, farti un tuo album fotografico gratuitamente, ecc. ecc., imbarazzante. Ma perché? La strategia di Google è davvero semplice, attraverso la creazione di servizi gratuiti, avvicina molto più gente al web e con l’aumentare degli internauti aumentano anche i volumi di ricerca e di conseguenza le campagne di Keywords Advertising saranno sempre più appetibili per chi vuole apparire nelle prime posizioni. Fa un sacco di soldi dando i servizi gratis, geniale!
Come si evolveranno i motori?
Ci sono due fronti sui quali i motori di ricerca punteranno o meglio lo stanno già facendo. La prima è la ricerca semantica e quindi la capacità di comprendere il contenuto delle pagine. Bing, motore di ricerca di Microsoft, ha annunciato tempo fa il suo lancio negli Stati Uniti sostenendo una rivoluzione sulla pertinenza dei risultati di ricerca. Al momento il limite maggiore è la diffusione su scala mondiale, perché la capacità di comprendere il linguaggio testuale va poi esteso a tutte le lingue del mondo. Sono curioso di vedere i risultati di una stringa di ricerca che dice: “un ristorante in zona con dell’ottimo vino che costa poco”.
L’altro fronte sarà la ricerca vocale di cui giusto l’altro ieri un collega mi ha fatto vedere il funzionamento sul suo telefono. Non è ancora del tutto ottimizzata ma pronunciando una parola sul suo cellulare con l’applicazione del caso aperta, gli venivano fuori i risultati di ricerca. Ad es. dicendo “vaff…” veniva fuori il video di Marco Masini con la canzone dall’omonimo titolo. Fantastico! Non mi devo neanche più sforzare di digitarle le keywords…
Queste due evoluzioni si coniugheranno al fatto che i motori non ci daranno solo i risultati a cui oggi siamo abituati, pagine e file, ma anche altre risorse come ad esempio ci diranno se ci sono amici in giro che voglio fare due chiacchiere e bere qualcosa. La ricerca dunque sarà sempre più integrata con la geolocalizzazione. I social network lo stanno dimostrando.
Io personalmente credo che con l’avvento del web 2.0, la nascita dei canali social, i feed rss, le app e soprattutto una rete strutturata a Tag da seguire, farà perdere importanza ai motori anche se resteranno sempre fondamentali. Essere taggati da un blog molto famoso come può essere quello di Beppe Grillo o l’Huffington Post, è anche più importante di essere in prima pagina su Google.
Ma questo è un altro tema che magari affronteremo nella prossima puntata
Maurizio Menniti
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