Augmented Reality: uno strumento in più per il marketing

21 luglio 2010 | scritto da: Katia Vergnani | Commenti Chiusi
Oggi l’Augmented Reality è diventata uno strumento di marketing: molti tra i grandi brand a livello mondiale hanno sperimentato questa tecnologia che sta vivendo un momento di scoperta e rapida diffusione.

Ma che cosa si intende per Augmented reality? La realtà aumentata o Augmented Reality (AR) combina elementi del mondo reale con elementi multimediali virtuali grazie all’interazione fra una videocamera ed un elemento fisico.
La videocamera riconosce un elemento, normalmente racchiuso all’interno di un quadrato in 2D, chiamato marker (ARTag). Un normale PC dotato di webcam e connessione ad internet, ma anche uno smartphone di ultima generazione dotato di fotocamera, possono interagire con il marker. Il marker é riconosciuto dalla webcam, che vi sovrappone in tempo reale i contenuti multimediali: video, audio, oggetti 3D.

La grande spettacolarità ed efficacia della realtà aumentata si esprime attraverso la possibilità di far interagire oggetti 3D multimediali con la realtà ripresa dalla webcam.

La rapida diffusione di questa tecnologia pone un dibattito relativo al marker o markerless ovvero la possibilità per le applicazioni Augmented Reality di riconoscere non tanto il “classico marker, ma direttamente immagini consuete: foto, immagini brand logos.

Diciamo che in una prima fase, il quadrato bianco e nero è un segnale di attenzione immediata, che predispone il lettore ad una azione e che gli indica che esiste un contenuto aggiuntivo, e che è prevista una sua azione attiva per fruire dei contenuti stessi.

Con una seconda fase dell’Augmented Reality, in cui tutti gli oggetti (e le persone) saranno augmentati, parlanti, collegati in rete e circondati da livelli di informazione aggiuntivi, naturalmente non ci sarà più bisogno di indicatori visivi così forti.

In ogni caso possiamo fare a meno del marker nel caso in cui creiamo applicazioni dove si utilizza la tecnica del riconoscimento facciale (face recognition), l’applicazione tramite la webcam riconosce il volto e vi soprappone i  contenuti aggiuntivi, eventualmente si può riconoscere sesso, emozioni e postare direttamente le foto sui principali social network.

Ecco alcuni esempi:

LEGO
La realtà aumentata ha approfittato del chiosco per diverse attività, Lego ha creato dei Box interattivi all’interno dei negozi in cui con camera and monitor, il software riconosce le scatole dei prodotti rivelandone il contenuto perfettamente montato con animazioni 3D in tempo reale.
Partendo da pilota su alcuni negozi, ora queste stazioni si trovano in molti negozi sparsi per il mondo.

Filmato della realtà aumentata Lego

Inoltre Lego ha creato un chiosco con il sistema di face recognition in cui la camera riconosce il volto, il software renderizza e mappa l’immagine in 3D “lego-lizzandoti”…

arscolor-lego
Foto dell’installazione Lego



UNILEVER
(nota: per chi ci segue su Facebook avevamo già segnalato questa esperienza nella nostra pagina, qui).
Passeggiando per le strade di Cannes è apparso un chiosco interattivo di Unilever che dispensa gelati ai passanti in cambio di un sorriso. Quando la macchina determina che una persona è felice e ha un sorriso grande abbastanza, l’utente viene ricompensato con un gelato. Gli utenti possono condividere i loro sorrisi on-line caricando la foto su Facebook direttamente dal chiosco.
Presto questo tipo di box interattivi abiteranno i supermercati, centri commerciali, attirando la nostra attenzione con tecnologie come realtà aumentate o riconoscimento facciale permettendo interazioni sociali lontano dal pc o dai dispositivi mobili.



Filmato del chiosco Unilever



BMW


BMW ha fatto un uso strategico di questa tecnologia con Z4 creando una campagna di comunicazione integrata, tra cui il configuratore che ti permette di testare una “guida artistica” ricordando lo spot televisivo, e con la possibilità di condividere le immagini ottenute su FB.

arscolor bmw

Clicca il link per vedere la campagna AR di BMW
http://www.bmw.co.uk/bmwuk/augmented_reality/homepage?bcsource=vanity .


BENETTON


Benetton partendo dalla campagna It’s my Time, campagna globale per il reclutamento di nuovi volti attraverso un concorso che utilizzava la realtà aumentata per far visualizzare dettagli relativi ai modelli della campagna.
Grazie alla viralità e al coinvolgimento degli utenti It’s my time è diventata una community che conta 66.444 utenti in tutto il mondo.
benetton-arscolor

Foto della campagna Benetton Augmented Reality


benetton-arscolor3

Foto delle campagna  Benetton Augmented Reality


http://casting.benetton.com/augmented_reality


Abbiamo visto come l’Augmented reality dia la possibilità di accedere ad informazioni in tempo reale in un modo nuovo
e mai sperimentato, la capacità di vedere qualcosa fuori dal naturale campo visivo, come un locale dietro l’angolo, e infine la possibilità di estendere i propri sensi attraverso tutta la rete.

Grazie alla capacità virale e alla diffusione sui social media il ritorno deve essere valutato in termini di conversazione, di percezione e di naturalmente di interazione con la marca.
A tal proposito è  importante non limitarsi a presidiare tecnologie ma impegnarsi a misurare la rete atraverso metodologie come la web analytics o l’analisi del sentiment.

A presto, Katia Vergnani (client manager @ Arscolor Interactive).

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